{"id":7635,"date":"2024-01-19T11:53:11","date_gmt":"2024-01-19T10:53:11","guid":{"rendered":"https:\/\/thalerwineselection.it\/?page_id=7635"},"modified":"2024-01-23T09:57:48","modified_gmt":"2024-01-23T08:57:48","slug":"champagne-la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/thalerwineselection.it\/it\/la-nostra-champagne\/champagne-la-storia\/","title":{"rendered":"Champagne: La storia"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"7635\" class=\"elementor elementor-7635\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-daf33e5 elementor-section-full_width elementor-section-stretched elementor-section-height-min-height elementor-section-height-default elementor-section-items-middle\" data-id=\"daf33e5\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\" data-settings=\"{&quot;stretch_section&quot;:&quot;section-stretched&quot;,&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6df7158\" data-id=\"6df7158\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-58bfb7d elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"58bfb7d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">CHAMPAGNE: LA STORIA<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-4b81ff62 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"4b81ff62\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-62419ca7\" data-id=\"62419ca7\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2a8f9b44 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2a8f9b44\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>NELLA PROVINCIA DELLA CHAMPAGNE \u00e8 stato definito, in termini di legge, un perimetro ristretto all\u2019interno del quale solo i vini prodotti con le uve raccolte in loco hanno diritto alla denominazione Champagne. Questa zona \u00e8 chiamata <em>Champagne delimit\u00e9e<\/em>.<\/p>\n<p>In Champagne, l\u2019esistenza del vigneto risale al terziario, come testimoniano alcuni fossili di foglie di vite ritrovati nella regione dell\u2019attuale C\u00f4te de S\u00e9zanne e che, oggi, costituiscono l\u2019unica testimonianza dell\u2019esistenza di una vigna in Francia a quei tempi. Si tratta, comunque, di vigne selvatiche scomparse completamente durante le glaciazioni del quaternario.<\/p>\n<p>La comparsa dei primi vigneti in Champagne \u00e8 attestata tra il III e il V secolo dopo Cristo, a seguito dell\u2019estensione verso nord delle vigne piantate dai Greci e dai romani nel Mezzogiorno della Francia.<\/p>\n<p>L\u2019attuale reims, a quei tempi chiamata Durocortorum, \u00e8 metropoli della Gallia Belga. Per estrarre la pietra necessaria a edificare questa importante citt\u00e0, vengono create enormi cave che, con il nome di cray\u00e8res, sono ancora oggi utilizzate da alcune Maison come cantine.<br>Clero e ordini religiosi sono all\u2019origine dello sviluppo dei vigneti. Il testamento di Saint remi, apostolo dei Franchi del V secolo e vescovo di reims, riporta ampi cenni sulla coltura della vigna e le antiche cronache ci raccontano che avrebbe offerto al re Clodoveo, in guerra contro il barbaro Alarico, un barile pieno di vino benedetto che, fino a quando fosse durato, gli avrebbe garantito la vittoria. Questa scena \u00e8 rappresentata in costumi rinascimentali sugli arazzi, che raccontano la vita di Saint remi e sono conservati al museo di reims.<\/p>\n<p>Nei secoli successivi, per far fronte ai loro bisogni, i monaci estendono i vigneti, sia per produrre vino destinato alla messa che come bevanda per loro stessi e per i viaggiatori, ai quali erano soliti dare ospitalit\u00e0 in tempi in cui ancora non esistono le locande. rifornendo vino anche ai signori e alle popolazioni delle citt\u00e0, si assicurano cos\u00ec entrate sostanziose che permettono loro di mantenere le abbazie e di continuare la loro opera di carit\u00e0.<br>Contemporaneamente, si sviluppa anche una viticoltura laica, appannaggio della nobilt\u00e0.<\/p>\n<p>Nel X secolo, nella regione di reims e in quella di Vitry-le-Fran\u00e7ois, le zone coltivate a vigna sono particolarmente estese; meno intensa, ma comunque apprezzabile, la coltivazione della vite ad Epernay.<\/p>\n<p>A partire dal X secolo, i vigneti aumentano in proporzione alla notoriet\u00e0 sempre pi\u00f9 grande dei vini di Champagne e all\u2019estensione della viticoltura e della produzione vinicola alla classe borghese.<\/p>\n<p>I vigneti si estendono per lo pi\u00f9 nella Valle della Marna: questa situazione geografica favorisce la diffusione del vino, in quanto principale mezzo di comunicazione a quei tempi sono le vie d\u2019acqua, che permettono un trasporto in buone condizioni a Parigi, in Normandia e, in seguito, via mare, nelle Fiandre, in Olanda e in Inghilterra.<\/p>\n<p>Laddove non \u00e8 possibile trasportare via acqua, vengono utilizzate le vie romane che, numerosissime, collegano la capitale della Gallia Belga, reims; entrano in scena, quindi, a partire dal XII secolo, le strade costruite per l\u2019accesso alle celebri fiere di Champagne, preziose queste ultime per aver diffuso la conoscenza dei vigneti della Champagne e dei loro vini.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, la condizione del vignaiolo si evolve. Dopo l\u2019abolizione del servaggio, si passa alla mezzadria; vengono stipulati contratti a favore di chi dissoda i terreni a vigna. Infine, si sviluppa la viticoltura popolare grazie alla concessione della \u201ctenure \u00e0 vinage\u201d: cessione perpetua di una terra, con l\u2019incarico di piantarla a vigna e di versare un canone annuale fisso in vino.<\/p>\n<p>Le miserie e le devastazioni della Guerra dei Cent\u2019anni, di cui la Champagne \u00e8 uno dei teatri principali, frenano a pi\u00f9 riprese lo sviluppo della viticoltura. Le vigne vengono abbandonate, i torchi distrutti. Ma se gli abitanti di reims resistono vittoriosamente nel 1359 all\u2019assedio del re Edoardo III d\u2019Inghilterra e gli impediscono di entrare in citt\u00e0 per ricevere la corona di Francia, \u00e8 in Giovanna D\u2019Arco che vedono la loro liberatrice, arrivata il 17 luglio <b>1429 <\/b>a far consacrare re Carlo VII. Quindici anni dopo, Inglesi e Bourguignons abbandonano definitivamente il territorio della Champagne e lo sviluppo della viticoltura pu\u00f2 riprendere.<\/p>\n<p>La rottura del continente con l\u2019Aquitania favorisce il vino di Champagne, che pu\u00f2 disporre della strada del Nord. reims e Ch\u00e2lons diventano mercati importanti, frequentati dai mercanti delle Fiandre, dell\u2019Hainaut e di Liegi. Ch\u00e2lons \u00e8 il mercato dei vini della Valle della Marna e della costa di Vertus, oltre che punto di transito per quelli che arrivano da Bar-sur-Aube.<\/p>\n<p>Con i suoi alti e bassi, l\u2019espansione prosegue abbastanza regolarmente e, dopo il X secolo, il numero dei comuni viticoli continua ad aumentare. Sulla superficie dell\u2019attuale dipartimento della Marna, in sei secoli triplicano, per raggiungere, alla fine del XV secolo, il numero di 400 circa.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del XV secolo, reims diventa il centro del commercio dei vini di Champagne e la sua fama, in Francia come all\u2019estero, continua ad aumentare. I Paesi Bassi, per esempio, ne importano regolarmente dal XIII secolo. Lo sviluppo del commercio dei vini porta a un controllo della qualit\u00e0, al fine di sfuggire alla tentazione di sacrificare la qualit\u00e0 in nome della quantit\u00e0, e i contratti d\u2019affitto della fine del XIV secolo prevedono l\u2019obbligo di coltivare la vigna come \u201c<em>vigne de bourgeois<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ancora un lusso, i vini di Champagne sono accessibili solo ai potenti dell\u2019epoca e al loro entourage. reims ne \u00e8 spesso meta; in particolare, ogni volta che i re di Francia, in ricordo del battesimo di Clodoveo, vi giungono per farsi consacrare. Questa consuetudine inizia nell\u2019816, in occasione della consacrazione di Luigi il Pio, e diventa regolare a partire dal XIII secolo.<\/p>\n<p>Nei secoli XVI e XVII, nonostante una recessione territoriale del vigneto, conseguenza delle guerre di religione e dei disordini della Fronda, i vini di Champagne, di cui i rossi sono i migliori, si affermano, arrivando a ottenere nelle corti reali e imperiali e tra la nobilt\u00e0 un successo sempre maggiore. L\u2019alta qualit\u00e0 assicura loro, a partire da Francesco I, la presenza costante alla Corte di Francia.<\/p>\n<p>In una lettera del 1671 del marchese di Saint-Evremond al conte d\u2019Olonne, si parla di \u201cMaisons ad A\u00ff di propriet\u00e0 del Papa Leone X, di Carlo Quinto, Francesco I e Enrico VIII d\u2019Inghilterra per, dice il marchese, \u201cgarantirsi le loro scorte\u201d.<\/p>\n<p>E Saint-Simon, nelle M\u00e9moires precisa che, gi\u00e0 nel 1692, Luigi XIV beve solo vino di Champagne e nel 1700 Giacomo II d\u2019Inghilterra non beve altro vino.<\/p>\n<p>La borghesia, da parte sua, incomincia a contare al suo interno degli adepti del vino di Champagne, che riscuote sempre pi\u00f9 successo tra le classi agiate dei paesi stranieri.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del XVII secolo, i viticoltori iniziano a produrre un vino bianco ottenuto dalla pigiatura di uvenere. Chiamato il \u201cvin gris\u201d, risulta di una qualit\u00e0 assai superiore a quella dei vini bianchi prodotti dalle uve bianche dell\u2019epoca. Dom P\u00e9rignon, padre procuratore dell\u2019abbazia benedettina di Hautvillers dal 1668 al 1715, decide di migliorarne ancor di pi\u00f9 la qualit\u00e0, procedendo con arte all\u2019unione delle uve prima della pigiatura.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, ci si rende conto che il vino si conserva e si trasporta meglio nelle bottiglie che nelle botti. Fino a quel momento, la bottiglia, pi\u00f9 fragile, era utilizzata dalla cantina alla tavola. A questo punto si decide di ispessirne le pareti e vi si imbottiglia sistematicamente il vino nuovo.<\/p>\n<p>La fermentazione, se risulta incompleta, riprende con il calore della primavera, dando luogo alla produzione di anidride carbonica, che fuoriesce sotto forma di schiuma nel momento in cui si stappa la bottiglia. Il fenomeno \u00e8 recepito a livello collettivo, rifiutato da alcuni, accolto da altri che, negli ultimi anni del XVII secolo, iniziano a produrre il vino di Champagne effervescente.<\/p>\n<p>A partire dal 1729, nascono a reims e a Epernay le prime Maisons di Champagne, all\u2019indomani di un decreto reale del 25 maggio <b>1728<\/b>, che autorizza il trasporto di Champagne in ceste da 50 a 100 bottiglie: all\u2019inizio del secolo, il trasporto di vino in bottiglie era vietato e si usava spedirlo in botti, unendo le istruzioni al cliente per l\u2019imbottigliamento del vino.<\/p>\n<p>Da questo momento, la ricerca della qualit\u00e0 prevale su qualsiasi altra considerazione e in un \u201c<em>Trait\u00e9 de la culture des vignes de Champagne<\/em>\u201d, il frate Pierre, benedettino d\u2019Hautvillers, scrive: \u201cBisogna disprezzare la quantit\u00e0, che ne fa un vino molto comune, e puntare sempre alla qualit\u00e0, che rende ben pi\u00f9 onori e profitti\u201d. Si selezionano le migliori uve, sia nere sia bianche, ma la tecnica non \u00e8 ancora perfetta, il vino presenta ancora alterazioni importanti. Solo nel XIX secolo si riuscir\u00e0 ad ottenere un vino perfettamente limpido, con spuma regolare e persistente.<\/p>\n<p>Tuttavia, le bottiglie chiamate \u201c<em>flacons<\/em>\u201d e a volte maltrattate dai consumatori, vengono rinforzate per sopportare meglio la pressione del gas che si forma durante la presa di spuma. Esse vengono chiuse con un tappo in sughero tenuto fermo da una cordicella.<\/p>\n<p>Il successo dello Champagne alla corte di Francia \u00e8 immediato. Dal <b>1700<\/b>, l\u2019abate di Chaulieu consiglia alla duchesse di Bouillon di \u201cimmergersi e lasciarsi andare nella schiuma dello Champagne che alleggerisce i pensieri di domani\u201d.<\/p>\n<p>Molto presto, questa frenesia conquista gli intellettuali e gli artisti sia in Francia che all\u2019estero. Voltaire scrive: \u201cDi questo vino fresco, la spuma frizzante \u00e8 l\u2019immagine vivente di noi Francesi\u201d.<\/p>\n<p>Inizia, quindi, un lungo periodo di difficolt\u00e0 per i vigneti della Champagne, che non si erano ancora ripresi dal disastro viticolo causato dalle gelate dell\u2019inverno e della primavera del <b>1789<\/b>.<\/p>\n<p>Dopo ampio tempo di moti rivoluzionari, le guerre dell\u2019Impero impongono una coscrizione sempre pi\u00f9 severa e carichi fiscali molto pesanti. Nel 1814, e poi nel 1815, la Champagne \u00e8 ancora campo di battaglia. Accompagnata da violenze e requisizioni continue, invasioni senza precedenti<br>dilagano nella provincia, dove passano o si stabiliscono gli eserciti imperiali, prussiani, cosacchi e calmucchi.<\/p>\n<p>La pace ristabilita non porta necessariamente prosperit\u00e0 a tutti i vignaioli. Quelli con dei buoni cru vendono le loro uve al chilo ai produttori di Champagne. Salvo che nelle annate rovinate dai capricci della natura, la loro fortuna \u00e8 davvero invidiabile.<\/p>\n<p>Gli altri, invece, faticano a commercializzare i loro vini rossi, vini di seconda qualit\u00e0 che si vendono male e che finiranno per scomparire, subendo soprattutto la concorrenza dei vini del Mezzogiorno, che godono dei vantaggi portati dallo sviluppo della ferrovia.<\/p>\n<p>In seguito a ci\u00f2, il numero dei comuni vinicoli diminuisce di un terzo, le vigne scompaiono totalmente dalle regioni di Vitry-le-Fran\u00e7ois e Sante-Menehould, e si concentrano intorno a reims, Epernay, Vertus e S\u00e9zanne, sulle colline dal terreno gessoso, che danno il vino migliore. resistono, tuttavia, i vigneti delle regioni di Bar-sur-Seine e Bar-Sur-Aube da una parte, e di Ch\u00e2teau-Thierry dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Dopo un nuovo periodo d\u2019occupazione straniera nel 1870, il secolo si chiude con la terribile crisi della filossera che, a partire dal 1890, attacca i vigneti della Champagne e ne distrugge la quasi totalit\u00e0. Questo porta alla necessaria ricostituzione di vigneti innestati su ceppi di vite americana. Per lo Champagne propriamente detto, il XIX secolo rappresenta un momento di notevole progresso. Approfittando della rivoluzione industriale, che nasce sotto la restaurazione, i processi di elaborazione migliorano e si regolarizzano, beneficiando degli interventi di Cadet de Vaux e di Fran\u00e7ois, farmacista di Ch\u00e2lons-sur-Marne, sullo zucchero necessario alla presa di spuma, e di quelli di Maumen\u00e9 e di Pasteur sui lieviti. Le alterazioni del vino che si riscontrano ancora a livello del 30% negli anni 1830, a fine secolo scendono in media all\u20198%.<\/p>\n<p>Per l\u2019eliminazione del deposito che si forma nella bottiglia, la scuotitura e la sboccatura, che alcuni praticano gi\u00e0 nel XVIII secolo, si sostituiscono definitivamente all\u2019antico e poco pratico travaso da bottiglia a bottiglia. Altri progressi si hanno con la comparsa nel 1825 dei primi \u201ctireuse\u201d (apparecchi per spillare vino e riempire le bottiglie), nel 1827 della macchina per tappare le bottiglie; nel 1844 vengono utilizzate le prime macchine per il dosaggio e per il lavaggio delle bottiglie e nel <b>1870 <\/b>viene introdotta la macchina per legare i tappi.<\/p>\n<p>Il commercio dello Champagne, nel frattempo, viene regolarizzato e conosce un momento di particolare fioritura. Dal <b>1811 al 1870<\/b>, si aprono a Epernay, reims, Ch\u00e2lons-sur-Marne, A\u00ff, Mareuil-sur A\u00ff, Ludes, Vertus, ventuno Maison. Da una vendita annuale di alcune centinaia di migliaia di bottiglie nel 1785, si raggiungono gi\u00e0 i sei milioni e mezzo di bottiglie nel <b>1845<\/b>. Si consolida l\u2019esportazione, che assorbe i due terzi della produzione, e vengono conquistati nuovi mercati, Stati uniti e russia in particolare.<\/p>\n<p>Le grandi Maison della Champagne superano tutti gli ostacoli, fino a farsi gioco del blocco continentale e a forzare le frontiere della russia in guerra contro la Francia. E se la guerra di Secessione americana porta come conseguenza numerosi fallimenti, la vendita di Champagne in questo paese passa dagli 11 milioni di bottiglie nel 1861 a 17 milioni nel 1870. Alla fine del secolo si avvicina a 30 milioni di bottiglie.<\/p>\n<p>I primi venticinque anni del nuovo secolo costituiscono per i vigneti e le Maison della Champagne un periodo particolarmente critico. Per sopravvivere ci vuole la tenacia dei vignaioli unita all\u2019intraprendenza dei <em>n\u00e9gociants<\/em>.<\/p>\n<p>Nel <b>1908<\/b>, tuttavia, le due parti, grazie ad un\u2019azione comune, ottengono la firma di un decreto che delimita, nei dipartimenti della Marna e dell\u2019Aisne, una zona dalla quale devono obbligatoriamente provenire i vini destinati a diventare Champagne. Viene cos\u00ec creata la <em>Champagne d\u00e9limit\u00e9e<\/em>. Ma la crisi della filossera raggiunge il culmine e i raccolti diminuiscono. In seguito alle cattive condizioni atmosferiche, la vendemmia del 1910 \u00e8 pressoch\u00e9 inesistente. I vignaioli, che versano in condizione di grande miseria, insorgono contro il fatto che alcuni vini arrivino dall\u2019esterno della zona, a fare concorrenza in modo abusivo alla produzione di Champagne. Ne consegue una massiccia sommossa che ha origine ad A\u00ff e si allarga all\u2019inizio del <b>1911<\/b>, fino a fare intervenire l\u2019esercito. L\u2019ordine viene riportato allorquando la Camera dei Deputati vota delle misure pratiche che conferiscono alla Denominazione tutto il suo valore. I vignaioli dell\u2019Aube insorgono con forza contro questi provvedimenti, perch\u00e9 il loro dipartimento non \u00e8 compreso nella zona delimitata. Nei mesi di marzo e aprile del <b>1911<\/b>, le agitazioni riprendono nell\u2019Aube, ma anche nella Marna, giacch\u00e9 quest\u2019ultima pretende che la delimitazione venga invece mantenuta. In questo dipartimento la situazione degenera in sommossa, in particolare ad A\u00ff e ad Epernay e, per contenerla, si devono far intervenire 31 squadroni di cavalleria e 26 compagnie di fanteria. Si raggiunge alla fine un compromesso, con la creazione per l\u2019Aube di una denominazione particolare che prevede la parola \u201cChampagne\u201d e che rester\u00e0 in vigore fino al <b>1927<\/b>.<\/p>\n<p>Tre anni pi\u00f9 tardi incomincia la grande guerra, alla quale la Champagne paga un doppio tributo in termini di persone e di terreni, che si trasformano in veri e propri campi di battaglia. Nei vigneti vengono costruite trincee, sventrate dagli obici. I gas asfissianti raggiungono la montagne di reims, distruggendo le vigne. Mancano totalmente la manodopera, i concimi e i macchinari. Nelle citt\u00e0, le botteghe sono esposte ai bombardamenti. Malgrado ci\u00f2, nonostante Epernay venga bombardata e reims si trovi a 1.500 metri dal fronte, viene prodotto ancora il 50% dello Champagne di prima della guerra.<\/p>\n<p>Ma dopo cinque anni di vera e propria sopravvivenza, i danni sono devastanti: viene distrutto il 40% delle vigne esistenti nel 1914, quelle che resistono sono in pessimo stato, le riserve di Champagne vengono in parte saccheggiate nelle cantine. Il bilancio \u00e8 pesante e ci vuole una buona dose di coraggio da parte di tutti perch\u00e9 lo Champagne possa riprendere la sua strada.<\/p>\n<p>Lo Champagne, in questo senso, possiede degli atout indiscutibili. L\u2019obbligo di riorganizzare il vigneto permette di raggruppare le vigne nelle zone in cui le condizioni geologiche e i microclimi favoriscono una produzione di alta qualit\u00e0. La coltivazione della vigna si perfeziona rapidamente grazie a sistemi di concimazione nuovi, alle scoperte legate alla lotta contro gli insetti e le malattie e a metodi di lavoro pi\u00f9 razionali.<\/p>\n<p>Interviene inoltre un cambiamento sostanziale; si sostituisce la vigna \u201c<em>en foule<\/em>\u201d, cio\u00e8 non ordinata, con la vigna \u201c<em>en ligne<\/em>\u201d, il che permette in un primo tempo il passaggio dei cavalli da tiro e, in seguito, delle macchine agricole. Nello stesso tempo si selezionano sempre pi\u00f9 cru e vitigni.<\/p>\n<p>Nel <b>1920 <\/b>nasce il movimento cooperativo, che si sviluppa progressivamente e arriva al massimo della sua espressione dopo la Seconda Guerra mondiale.<\/p>\n<p>In tutti i campi si cerca di sviluppare la qualit\u00e0, anche a detrimento della quantit\u00e0. La legge del 22 luglio <b>1927 <\/b>stabilisce i confini della Champagne viticola, definendo anche una zona dalla quale devono provenire le uve e il vino che ne deriva perch\u00e9 abbia diritto alla denominazione Champagne. Vengono emanate, nello stesso tempo, regole molto severe che riguardano i vitigni e i sistemi di potatura autorizzati, le condizioni della raccolta e della lavorazione in Champagne, e il metodo della fermentazione naturale in bottiglia.<\/p>\n<p>Fondata nel <b>1898<\/b>, inizialmente con l\u2019obiettivo di combattere la filossera, l\u2019Association Viticole Champenoise opera per il miglioramento del vigneto, incoraggiando e coordinando gli sforzi di uomini di scienza quali il dottor Manceau e Georges Chappaz, e affiancandosi all\u2019impegno delle grandi Maison della Champagne e delle cooperative viticole. \u201c<em>Le Vigneron Champenois<\/em>\u201d \u00e8 la rivista&nbsp; mensile, organo ufficiale dell\u2019associazione dal <b>1920<\/b>.<\/p>\n<p>Ma, nel momento in cui i vigneti hanno alla fine ritrovato un equilibrio compromesso da oltre 50 anni, la crisi economica mondiale degli anni \u201930 rimette tutto in questione. L\u2019uva non si vende pi\u00f9 o si vende male, i vignaioli sono al limite della miseria. \u00c8 proprio allora che un numero considerevole tra loro comincia a produrre lo Champagne con le proprie uve, diventando cos\u00ec \u201c<em>r\u00e9coltants exp\u00e9diteurs<\/em>\u201d e favorendo la nascita di un fenomeno sociale che assume grande importanza a partire dal <b>1950<\/b>.<\/p>\n<p>Proprio mentre sembra che si sia ristabilita una certa prosperit\u00e0, la Seconda Guerra mondiale costringe di nuovo viticoltori e commercianti a confrontarsi con difficolt\u00e0 di ogni tipo. Nel <b>1941<\/b> viene costituito il <em>Comit\u00e9 Interprofessionnel du Vin de Champagne<\/em>, organismo semi-pubblico destinato a gestire gli interessi comuni di viticoltori e n\u00e9gociant, che ha tra le sue finalit\u00e0 quella di far rispettare la legge del <b>1927<\/b> e di garantire il rispetto delle norme che fanno capo alla denominazione Champagne.<\/p>\n<p>Col ritorno della pace, le cantine si modernizzano con la cura costante di mantenere intatta la qualit\u00e0 del vino. Le botti vengono parzialmente sostituite da tini in cemento e quindi in acciaio inossidabile. Le cantine vengono attrezzate con impianti frigoriferi che permettono un miglior controllo della prima fermentazione.<\/p>\n<p>La messa in bottiglia, la sboccatura, il dosaggio, l\u2019applicazione del tappo e l\u2019etichettatura si effettuano ora sempre di pi\u00f9 alla catena. L\u2019utilizzo di tappi a corona permette l\u2019uso progressivo della sboccatura automatica. Si sperimenta con successo la scuotitura automatica. Parallelamente si sviluppa in Champagne un certo indotto: vetrerie, fabbriche di tappi, di imballaggi, ecc.<\/p>\n<p>Il XX secolo vede nello stesso tempo confermarsi, fino alla Prima Guerra mondiale, l\u2019espansione commerciale iniziata alla fine del XIX secolo. Lo Champagne diventa cos\u00ec il simbolo della \u201cBelle Epoque\u201d, il vino presente a tutte le celebrazioni ufficiali. Nel 1910 le spedizioni annuali si avvicinano ai 40 milioni di bottiglie. Dopo le crisi economiche dovute alle due guerre mondiali, le spedizioni tornano a raggiungere gli stessi livelli nel 1955. L\u2019espansione riprende con grande slancio, superando nel 1971 i 100 milioni di bottiglie e superando, oggi, le 300 milioni di bottiglie.<\/p>\n<p>Il consumo interno si sviluppa pi\u00f9 rapidamente delle esportazioni, che aumentano abbastanza regolarmente, interessando oltre 150 Paesi.<br>(N.d.r. Per le note storiche si ringrazia il Centro Informazioni Champagne per il materiale fornito).<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHAMPAGNE: LA STORIA NELLA PROVINCIA DELLA CHAMPAGNE \u00e8 stato definito, in termini di legge, un perimetro ristretto all\u2019interno del quale solo i vini prodotti con le uve raccolte in loco hanno diritto alla denominazione Champagne. Questa zona \u00e8 chiamata Champagne delimit\u00e9e. 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