{"id":7175,"date":"2023-07-10T06:19:54","date_gmt":"2023-07-10T05:19:54","guid":{"rendered":"https:\/\/thalerwineselection.it\/champagner-crete-chamberlin\/"},"modified":"2024-06-25T16:10:59","modified_gmt":"2024-06-25T15:10:59","slug":"champagne-crete-chamberlin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/thalerwineselection.it\/it\/champagne-crete-chamberlin\/","title":{"rendered":"CHAMPAGNE CR\u00c9T\u00c9-CHAMBERLIN"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<h2>IL PRODUTTORE<\/h2>\n<p>Cr\u00e9t\u00e9-Chamberlin, una storia che risale al primo vignaiolo della famiglia omonima. Le vigne di casa, infatti, hanno superato la prova del tempo: 340 anni ci separano dal fondatore, quell\u2019Henry Chamberlin, originario di Moussy che, nel 1683, a 20 anni, si appassiona alla coltivazione dell\u2019uva, possedendo vigneti sui terroir di Moussy, Pierry e Vinay.<\/p>\n<p>Dal 1683 al 1869 si susseguirono otto generazioni di viticoltori: Jean e Jeanne, Th\u00e9odore e Julie, Claude e Antoinette, Jean e Marie-Louise, Jean-Martin e Jeanne-Nicole, Jacques e Marie-Anne, Fran\u00e7ois e C\u00e9cile. Tutti coltivano uve destinate al commercio per produrre Champagne. Nel 1878, Eug\u00e8ne Cr\u00e9t\u00e9, giovane enologo di Oger spos\u00f2 Hortense Chamberlin, diretta discendente di Henry Chamberlin.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><\/p>\n<p class=\"is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">Questo sodalizio diede nuovo slancio ai destini della famiglia, unendo i loro Domaines proprio sul territorio di Moussy, ricco di suoli variegati e tra loro complementari, ereditati dai rispettivi antenati. \u00c8 nell\u2019ultima decade del 1800 che iniziano a fare vino in proprio, utilizzando una pressa di propriet\u00e0. Intorno al 1910, loro figlio Louis e la moglie Marie-Pierre fondarono e svilupparono il Domaine Cr\u00e9t\u00e9-Chamberlin, producendo le prime cuv\u00e9e dell&#8217;omonimo marchio. Una ventina d&#8217;anni dopo, nel 1932, il figlio Henry, sposato con L\u00e9onie, arriva a produrre 32.000 bottiglie. Dopo la seconda guerra mondiale, intorno al 1948, Marcel Cr\u00e9t\u00e9 e sua moglie Odette rilevarono la tenuta Cr\u00e9t\u00e9-Chamberlin, concentrandosi principalmente sul lavoro della vigna. La marca vive un momento di svolta, poich\u00e9 per la prima volta, nel 1960, un discendente crea un nuovo marchio a proprio nome: lo Champagne Marcel Cr\u00e9t\u00e9. Il nome Chamberlin scompare. L&#8217;era della modernit\u00e0 arriva negli anni \u201880. Il discendente di Marcel e Odette, Roland, con la moglie Micheline, investe nella prima cantina del Domaine Cr\u00e9t\u00e9 che comprende la pressa, la bottaia e lo stoccaggio delle bottiglie. Intorno al 1985, Dominique e Ginette (i genitori di Mathieu e Blandine, gli attuali gerenti) succedono al marchio, arrivando, nel 1990, a produrre la loro prima annata col nome di Dominique Cr\u00e9t\u00e9.<\/p>\n<p>Nel 2010 il figlio Mathieu torna a casa, dopo aver studiato alla scuola enologica di Avize e dopo diversi anni di pratica nei vigneti del sud della Francia. Assieme a Mathieu oggi c\u2019\u00e8 Blandine, sua sorella, che, a partire dal 2020, lo affianca in questa avventura di riproposizione dello storico marchio Cr\u00e9t\u00e9-Chamberlin, sugli assunti di contemporaneit\u00e0 e tradizione, in una complessit\u00e0 di lavoro e di armonizzazione dei tre differenti settori in cui possiedono vigne.Sono, infatti, 84 diversi appezzamenti distribuiti su luoghi anche distanti tra loro. L&#8217;et\u00e0 media delle viti \u00e8 di 60 anni, per lo pi\u00f9 piantate con selezione massale da viti di oltre 100-120 anni. Dal primo lavoro viticolo in primavera, ogni terroir viene affrontato con l&#8217;obiettivo di rispettare il suolo, sia mediante inerbimento controllato su determinate parcelle, sia mediante aratura. L&#8217;approccio al lavoro in vigna \u00e8 armonicamente globale, nel senso di una cultura biologica\/biodinamica che si ponga al servizio attento della natura.Nessun dogma, nessuna certificazione \u00e8 necessaria per il loro lavoro per non essere limitati da regolamentazioni e burocrazia. Solo le condizioni climatiche influenzano le tecniche di coltivazione.<\/p>\n<p>Lo stile degli Champagne di oggi \u00e8 la traccia lasciata dalle generazioni del passato, attraverso la sensibilit\u00e0 e il tocco personale di ogni vignaiolo della famiglia Cr\u00e9t\u00e9. La raccolta \u00e8 manuale, con cernita molto rigorosa delle uve. La pressa viene effettuata con la massima cura entro le 6 ore dalla raccolta, poi parte la fermentazione, che avviene entro 36 ore dalla pigiatura. I mosti decantano a freddo in meno di 24 ore. Le fermentazioni alcoliche avvengono lentamente e dolcemente grazie al controllo della temperatura. La fermentazione malolattica si innesca naturalmente o meno a seconda delle annate. Nessun intervento esterno, o aiuto, interferisce con lo svolgimento di questo delicato passaggio. L&#8217;affinamento dei vini \u00e8 un atto ponderato in funzione della qualit\u00e0 di ogni vino. L&#8217;accostamento dei contenitori (vasche in acciaio inox, tini e botti di rovere) \u00e8 una pratica comune, fonte di equilibrio nei vini legati alla differente natura dei terroir. Come un filo conduttore, ogni azione, ogni gesto, ogni scelta \u00e8 attentamente valutata tenendo sempre presente la misura del lavoro delle 14 generazioni che hanno proceduto Mathieu e Blandine: a ricordarci sempre che, attraverso i loro Champagne, avviene una sorta di tributo permanente al loro passato di famiglia, come una sorta di responsabilit\u00e0 che si trasmette alle generazioni future, conservando una propria identit\u00e0, la loro firma dell\u2019epoca attuale.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/thalerwineselection.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/CHAMPAGNE-CRETE-CHAMBERLIN_1.jpg\" alt=\"CHAMPAGNE-CRETE-CHAMBERLIN\" width=\"1000\" height=\"1334\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<figure>\n<figure><\/figure>\n<figure><\/figure>\n<\/figure>\n<p><\/p><h2>LE AREA<\/h2>\n<p>La tenuta \u00e8 composta da 8 ettari di vigneti distribuiti su 11 villaggi che rappresentano tre grandi regioni della Champagne su tipi di suolo per lo pi\u00f9 ben delineati e identitari: la C\u00f4te des Blancs nei Grand Cru e Premier Cru di Villeneuve-Renneville, Le Mesnil-sur-Oger, Oger, Avize, Cuis, su basi altamente gessose. Il Coteaux Sud d\u2019Epernay: Pierry, Moussy, luogo di famiglia e attuale sede del Domaine, Vinay, Brugny e Vaudancourt, prevalentemente su argille calcaree. La Vall\u00e9e du Surmelin: Baulne-en-Brie, su un basamento calcareo-marnoso.<\/p>\n<p>La distribuzione dei vitigni \u00e8 la seguente: 50% Chardonnay, 48% Meunier e 2% Pinot Noir. Ogni terroir ha specificit\u00e0 agro geografiche legate alla diversit\u00e0 del suo sottosuolo, all&#8217;orientamento delle parcelle e alle loro esposizioni.<\/p>\n<h3>GLI CHAMPAGNE<\/h3>\n<p>FERMENTAZIONE: inox (quasi sulla totalit\u00e0 delle referenze)<br>MALOLATTICA: genericamente no per gli Chardonnay, s\u00ec per i Meunier (ma dipende da annata e singola cuv\u00e9e)<br>LIEVITI: selezionati<br>TAPPI: sughero due rondelle, Terre de Li\u00e8ge (\u00c9pernay)<\/p>\n<p><strong>Champagne 1683 Origine Brut s.a.<br><\/strong><em>70% Pinot Meunier &nbsp;&#8211; 30% Chardonnay &#8211; cuv\u00e9e 2018 +&nbsp; vins de r\u00e9serve<br><\/em>Da vigneti sul Coteaux Sud d\u2019Epernay e sulla C\u00f4te des Blancs (Premier Cru).<br>I Pinot Meunier provengono da: Pierry, parcella Les Temples impiantata nel 1971 e Les Rouges Fosses nel 1970. Da Moussy, Les Becheferdes del 1972, Les Montjouys del 1992, Les Bas Chardeloup del 1990. Da Brugny, La Petite Ferme impiantata nel 2016.<br>A Moussy, Les Sabli\u00e8res del 2005 e Les Pissottes del 1998. A Vinay, Les Juliennes nel 1989. Per gli Chardonnay: a Cuis, Les Argots impiantata nel 2005, a Moussy, Les Sabli\u00e8res anch\u2019essa 2005, Les Pissottes del 1998 e a Vinay, Les Juliennes del 1989.<br>Cuv\u00e9e 100% inox, senza collaggio, n\u00e9 filtrazione, malolattica parziale.<br>Fragrante, croccante, dinamico.<br>(dosage 5,5 gr.\/l.).<\/p>\n<p><strong>Champagne 1683 Extra Brut s.a.<br><\/strong><em>70% Chardonnay &nbsp;&#8211; 30% Pinot Meunier &#8211; cuv\u00e9e 2019 +&nbsp; vins de r\u00e9serve<br><\/em>Da terroirs della C\u00f4te des Blancs (Premier Cru e Grand Cru) e Vall\u00e9e de la Marne, in cuv\u00e9e.<br>La quota di Chardonnay proviene dalle seguenti parcelle: a Mesnil-sur-Oger, Les Vozemieux impiantata nel 1969. A Cuis, La Grande Traille impiantata nel 1987 e La Brousse nel 1996.&nbsp; A Vinay, Les Mirlins vigna del 1989. A Moussy, Les Durpens del 2005. Per la quota di Pinot Meunier, invece: a Pierry, Les Temples e Les Renards piantate nel 1971. Cuv\u00e9e 100% inox, senza collaggio, n\u00e9 filtrazione, malolattica parziale.<br>Champagne elegante, leggero, vibrante.<br>(dosage 4,5 gr.\/l.)<\/p>\n<p><strong>Champagne 1683 Ros\u00e9 Brut s.a.<br><\/strong><em>68% Chardonnay \u2013 20% Pinot Meunier \u2013 12% Pinot Noir vinificato in rosso &#8211; cuv\u00e9e 2017 + vins de r\u00e9serve<br><\/em>Da molte delle parcelle prima menzionate, sempre nella C\u00f4te des Blancs (Premier Cru e Grand Cru) e nel Coteaux Sud, Pierry e Moussy, ecco questo fragrantissimo ros\u00e9 di assemblaggio che fermenta e affina in acciaio. Spettacolare in aperitivo per versatilit\u00e0 e dinamica, pu\u00f2 essere anche un perfetto accompagnamento a tranci di salmone fresco, anche salsato.<br>(dosage 7 gr.\/l.)<\/p>\n<p><strong>Champagne Blanc de Blancs CDB Premier Cru Extra Brut 2017<br><\/strong><em>100% Chardonnay <br><\/em>Dai Terroirs di Villeneuve-Reneville e Cuis, ecco la versione pi\u00f9 immediata e facile del CDB (acronimo di C\u00f4te Des Blancs), su quattro differenti parcelle: due a Villeneuve: Les Mazaux (2010) e Chauffour (1953), due a Cuis: La Grande Taille (1987) e La Petite Taille (1986). Fermentazione in inox, no malolattica, rotondit\u00e0 e piacevole frutta friabile.(dosage 3 gr.\/l.)<\/p>\n<p><strong>Champagne Blanc de Blancs CDB Grand Cru Extra Brut 2017<br><\/strong><em>100% Chardonnay <br><\/em>Ecco il fuoriclasse assoluto: da parcelle Grand Cru di Oger: Terres de No\u00ebl impiantata nel 1920 e Justice Fausse le Pr\u00eatre nel 1969.<br>Mentre a Mesnil-sur-Oger, la Monjoly impiantata nel 1983, e Zaieux Grand-M\u00e8re nel 1992. Millesimo realizzato in acciaio, senza collazione, n\u00e9 filtrazione alcuna, e no malolattica. Finezza, identit\u00e0, profonda eleganza, scheletro e sale: classe infinta.<br>(dosage 2 gr.\/l.)<\/p>\n<p><strong>Champagne Blanc de Blancs Premier Cru Les Mazaux Extra Brut 2015<br><\/strong><em>100% Chardonnay <br><\/em>Ovvero sul lungo affinamento in stile classico: Premier Cru monoparcellare fa almeno 7 anni sui lieviti, 100% acciaio senza collazioni o filtrazioni di sorta, no malolattica. Vigna a maturazione tardiva, offre grappoli sempre molto maturi e ricchi. Champagne di grande piacere a tavola.<br>(dosage 2,5 gr.\/l.)<\/p>\n<p><strong>Champagne Blanc de Blancs Grand Cru Quintile Brut Nature 2012<br><\/strong><em>100% Chardonnay <br><\/em>La classe, enorme, inarrivabile. Sul solo comune di Le Mesnil-sur Oger, in millesimo straordinario, tre parcelle: Zaieux Grand M\u00e8re (1974), Zaieux Grande (1963), Zaieux Poteau (1987). Sono solo 1467 le bottiglie prodotte. Malolattica svolta.<br>Eleganza allo stato purissimo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PRODUTTORE Cr\u00e9t\u00e9-Chamberlin, una storia che risale al primo vignaiolo della famiglia omonima. Le vigne di casa, infatti, hanno superato la prova del tempo: 340 anni ci separano dal fondatore, quell\u2019Henry Chamberlin, originario di Moussy che, nel 1683, a 20 anni, si appassiona alla coltivazione dell\u2019uva, possedendo vigneti sui terroir di Moussy, Pierry e Vinay. 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